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Bosco della Lanca

Alcune foto fatte nel Bosco della Lanca, tra Fara D’Adda e Cassano D’Adda.

In questo bosco, in una zona difficilmente accessibile, mi sono costruito un capanno fotografico, quindi tornate a trovarmi, sicuramente ci saranno nuove fotografie.

Testo tratto da QB quaderni di birdwatching:

Sul confine tra le provincie di Milano e di Bergamo, il corso dell’Adda rallenta e si scopre un ecosistema inusuale per il Parco dell’Adda Nord: la Riserva naturale “Bosco della Lanca” sita nel comune di Fara Gera d’Adda (BG).

Il lento scorrimento (e l’inesorabile interramento) di questa lingua di fiume non ha ancora fatto scomparire l’acqua e oggi, visitando questa lanca, è possibile ammirare, accanto a splendidi boschi di querce, un canneto integro adiacente ad una brughiera che s’insinua nel cuore del bosco.

Il punto ideale per iniziare l’escursione si trova nei pressi di un allevamento ittico, localizzato sul confine tra i comuni di Cassano d’Adda e Fara. L’area è raggiungibile uscendo dalla A4 Milano-Venezia al casello di Trezzo e raggiungendo, nell’ordine, i centri di Canonica d’Adda e Fara Gera d’Adda; oppure dalla Statale Rivoltana sino a Cassano. Lasciata l’auto negli spazi presenti a fianco di una casa verde isolata, è possibile iniziare le osservazioni negli allevamenti ittici adiacenti al bosco della Lanca, dove spesso le sorprese non mancano…

Le vasche, che ospitano anguille, carassi e carpe, occupano oltre 20000 m2; vi sono 8 vasche con pompe per il riciclo dell’acqua e due stagni naturali (per le carpe più grosse) i quali, circondati da arbusti e vegetazione ripariale (salici, ontani e robinie) favoriscono la presenza di specie ornitiche “pescatrici”. All’interno dell’allevamento nidifica, lungo una scarpata, una coppia di Martin pescatore, facilmente osservabile; ma sono gli Ardeidi (Nitticore, Garzette, Cenerini e persino il Tarabusino e la Sgarza ciuffetto in estate) i veri protagonisti. Tra le altre specie osservate nelle vasche o in volo ricordiamo la Poiana, il Nibbio bruno, e i Gabbiani comuni e reali e persino qualche volta lo Zafferano. Quest’anno, all’interno dell’area recintata ha nidificato anche una coppia di Corriere piccolo che spesso è stata osservata alimentarsi sui bordi delle vasche.

Proseguendo la sterrata che costeggia l’allevamento si raggiunge l’Adda, che si allarga per la presenza di una diga; qui le portate idriche, regolate a monte da altri sbarramenti artificiali, influenzano l’insediamento di altre specie, ma non disturbano il Piro piro piccolo e le Ballerine bianche. Durante la stagione invernale, sulla sponda milanese è facile localizzare un dormitorio di Cormorani, con presenze massime valutabili in oltre 120 individui.

Proseguendo lungo il sentiero che costeggia l’argine, si raggiunge lo sbocco della lanca e si entra nel relitto di bosco planiziale. L’ecosistema forestale più interno è costituito da una prevalenza di farnie, aceri campestri, olmo campestre e robinie, mentre lungo il fiume l’associazione vegetativa vede prevalere salici, pioppo bianco e pioppo nero e saltuariamente si rinvengono il tiglio ed il frassino.

Per poter compiere osservazioni nel cariceto che caratterizza la lanca, è preferibile imboccare lo stretto sentiero sulla destra, che ci permette di osservare le essenze tipiche delle paludi. L’ontano nero, grazie alla capacità d’approfondimento dell’apparato radicale nel morbido substrato palustre, riesce a colonizzare al meglio questa parte della riserva, mentre le acque palustri ospitano il crescione, la lenticchia d’acqua, la tifa e Carex spp. …non mancano a primavera splendide fioriture d’Iris d’acqua. In inverno talvolta il canto gutturale del Tarabuso anima la palude, anche se non si hanno certezze di un suo regolare svernamento. La presenza del Pendolino e del Migliarino di palude è regolare nel canneto.

L’intreccio del canneto e la parziale inaccessibilità dello stesso lo rendono un ambiente poco disturbato, favorendo la presenza del Porciglione che fa echeggiare i suoi caratteristici richiami. A primavera è regolare la presenza della Cicogna bianca e, proprio allo sbocco della lanca, qualche pozza di fango è sufficiente per alimentare i Beccaccini e persino il Chiurlo maggiore e la Pantana.

Per coloro che preferiscono l’ambiente boschivo, basta attraversare il ruscello che fa defluire l’acqua per addentarsi nel Bosco della Lanca.

Il bosco, in questi ultimi anni, è stato oggetto di una lodevole azione di rimboschimento da parte del WWF di Cassano (che gestisce la Riserva). I diversi tronchi marcescenti e le piante vetuste esistenti lungo il corso della lanca e nel cuore del bosco hanno avvantaggiato il Picchio rosso maggiore, presente con almeno 4 coppie. Anche l’Upupa si è riprodotta quest’anno in un tronco morto all’interno della Riserva, ma il sovrano di queste cavità è l’Allocco: recenti rilevamenti con il playback hanno permesso di localizzare almeno 4 coppie territoriali nel bosco. Anche il Gufo comune è presente, mentre tra i rapaci diurni lo Sparviere si fa ammirare nelle radure più aperte.

Queste ultime, proprio nel cuore del bosco, favoriscono l’attecchimento di arbusti, che hanno richiamato tra gli altri: il Canapino, l’Averla piccola, il Saltimpalo, la Balia dal collare, il Picchio muratore e, durante l’inverno, la Passera scopaiola. Ci troviamo a circa mezzo km dall’Adda, con prevalenza di essenze come rovo, sanguinello, sambuco (comune anche lungo il fiume), ligustro, lantana e prugnolo: un intricato arbusteto nel mezzo di un bosco di farnie.

L’area illustrata è anche il territorio di almeno un paio di coppie di volpi, la cui presenza è facilmente rinvenibile per i numerosi tunnel, le fatte e per i resti di predazione attribuibili alle sue azioni di caccia. Le attente osservazioni degli ultimi due anni (ringrazio per il prezioso aiuto Tea Sala) hanno permesso di scoprire interessanti predazioni della volpe nei confronti dell’avifauna: 2 giovani di Gufo comune, un Cormorano, un Airone cenerino, un Gabbiano comune, una Gallinella d’acqua e la Beccaccia. Questo Scolopacide, presente nel periodo invernale nei tratti di bosco più inaccessibili sverna regolarmente nei boschi più giovani e con più sottobosco.

Lungo il fiume è facile vedere il Martin pescatore, ma durante i passi anche Beccaccini, Piovanelli, Gambecchi….

Il problema più importante ai fini di una fruizione ornitologica è legato alla frequentazione primaverile del luogo nei giorni festivi: numerosi ciclisti entrano nel bosco disturbando la fauna, e solo lasciando il sentiero per addentarsi nei tratti più protetti della riserva si ripristinano le ideali condizioni per il birdwatching.


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